Tra storia e leggende ecco come nasce la Zucca!

L’origine della zucca è controversa e un po’ incerta. Quest’ortaggio era conosciuto e coltivato, in varietà diverse, dai popoli più antichi, tra cui gli Egizi, i Romani, gli Arabi e i Greci; questi popoli la importarono con molta probabilità dall’Asia Meridionale, più precisamente dall’India.
Questa pianta pare venne importata dai popoli fenici, che cominciarono a coltivarla lungo le foci dei fiumi italiani e sin da subito trovò nel nostro Paese un ambiente di crescita ideale, tanto che già i romani ne esaltavano le qualità. Di lì a poco, la coltura della lagenaria si ampliò abbastanza in fretta, tanto che, prima gli etruschi e poi gli antichi romani, vennero rapiti dal sapore e dalle qualità di questo frutto. Sono infatti molte le testimonianze in epoca romana che esaltano la zucca; basti ricordare Plinio, che ne sottolinea le doti definendola come “balsamo dei guai” per l’essere umano. 
La sua coltivazione non era solo scopo alimentare, pensate che gli antichi Romani una volta svuotata la polpa e fatta essiccare la zucca la utilizzavano come contenitore per il sale, latte o cereali o addirittura né ricavavano piatti, ciotole, cucchiai e i più fantasiosi né ricavarono persino uno strumento musicale, le maracas sudamericane.


Seppur in epoca latina venisse ben vista, durante i secoli le credenze e le superstizioni intorno a questo frutto si moltiplicarono, probabilmente a causa delle sue caratteristiche. La zucca infatti è una pianta che si sviluppa con estrema velocità e crea un frutto di grandi dimensioni, che talvolta presenta forme e colori molto particolari.
Queste qualità fecero sì che nell’immaginario collettivo la zucca divenisse simbolo della resurrezione ma al contempo pare si perse l’abitudine di utilizzarne la polpa, a favore dei semi, che spesso venivano tostati prima di essere consumati. 
Di conseguenza la zucca acquisì la nomea di “frutto vuoto”, capace di offrire all’uomo pochi semi e nulla più. Da qui pare sia nato il modo di dire “zucca vuota”, ad intendere una persona poco astuta. 
Citata nella Bibbia, da Dante Alighieri e persino in un testo di Leonardo da Vinci, la storia della zucca ebbe però una svolta dopo la scoperta delle Americhe.

Si dice che il merito dell’arrivo della zucca in Italia sia da attribuire a Cristoforo Colombo, il quale ne portò alcune varietà al suo ritorno dall’America.
Tuttavia non godette affatto di ottimo prestigio e venne comunemente ritenuto un cibo della bassa plebe.
La zucca inizialmente fu usata per sfamare il popolo contadino che col passare del tempo né ricavò sapientemente  ricette prelibate. Le lunghe carestie fecero cadere i pregidizi sulle zucche e iniziarono a essere apprezzate anche dalle classi sociali più abbienti. Con il tempo si è imparato a coltivare, apprezzare e cucinare la zucca in tutte le sue varietà. Ci si accorse, infatti, che la sua polpa, diventava ottima se preparata con condimenti e aromi giusti.

L’ origine del suo nome potrebbe derivare dal latino cocutia che significa testa; nel tempo il suo significato prima di arrivare al nome attuale zucca è stato trasformato da cocuzza a cozuccca (termine ancora utilizzato nelle lingue dialettali di alcune regioni meridionali).

La storia della zucca in Europa cambiò drasticamente intorno al XVI secolo, quando vennero importate d’oltreoceano le zucche tonde e arancioni che ad oggi rappresentano lo stereotipo comune di questo frutto. 
Nei secoli a venire questa divenne la zucca per definizione e furono molti gli artisti che utilizzarono le credenze antiche legate alla zucca per dare fascino alle loro opere, basti pensare al personaggio di “Jack testa di zucca” de “Il mago di Oz”, uno spaventapasseri animato con una zucca al posto della testa.
In epoca moderna, invece, in molti ricorderanno le vignette di Charles Schulz, fumettista famoso per i suoi “Peanuts”, che più volte rappresenta Charlie Brown in mezzo ad un campo di zucche, in spasmodica attesa de “the big pumpkin” (che nella versione italiana venne erroneamente tradotto come “il grande cocomero”).
La zucca non solo colpì l’immaginario collettivo ma divenne una vera e propria prelibatezza tanto da ricoprire ruolo primario in cucina.